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Rock d'autore e
melodie anni Sessanta, il sesto album della cantautrice catanese
non arriva immediatamente all'orecchio ma coinvolge dopo ripetuti
ascolti. Molte le storie raccontate con garbo, e tutte roteano intorno
all'individuo, alle sue solitudini e manie, alla difficoltà
di prendere una strada diversa rispetto a quella che appare più
comoda. Anche quando si tratta di 'Masino', pezzo in catanese dedicato
a un uomo arrampicato sull'albero delle ciliegie, dal quale non
vorrebbe mai scendere.
Nel mirino c'è una società che predica l'individualismo
esasperato, <che insiste sul fatto che devi essere sano, che
continua a dirti che se stai bene con te stesso stai bene anche
con gli altri, che ti comunica la moda di essere single>, dice
la Consoli, con un pizzico di esasperazione. Un disco all'apparenza
malinconico e triste, ma che punta maggiormente a essere profondo
e a mettere radici nella coscienza di chi ascolta. Dedicato a chi
non vuole omologarsi, a chi sceglie sempre 'l'altra' strada.
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